Parrocchie di montagna
da SIR nr.25 del 4 aprile 2003

Come si vive oggi in montagna, quali spazi ci sona per la presenza e l'azione delle parrocchie, quali le prospettive di tenuta sociale dei piccoli centri abitati delle zone appenniniche: sono alcuni dei temi che verranno affrontati al convegno su "Vivere in montagna, si può?", promosso dalla diocesi di Reggio Emilia/Guastalla, per sabato 5 e domenica 6 aprile. "Da un anno - spiega mons. Francesco Marmiroli, vicario generale - la diocesi si sta interrogando sulla vita delle parrocchie di montagna, che sotto ben 109 rispetto alle 317 totali e che assommano 37 mila abitanti, sui quasi 500 mila della diocesi. Se Contiamo anche le 66 parrocchie di collina, possiamo dire che la diocesi sia per metà proiettata verso gli appennini, anche se poi, andando a vedere i numeri, scopriamo che nel 31% delle parrocchie non si superano i 250 abitanti e nel 43% di esse non si va oltre i 500 fedeli, Sono quindi parrocchie molto piccole, sempre più difficili di seguire per il calo del numero dei preti in servizio. Ben 130 di esse sono già ora senza parroco resident".
Il convegno, cui parteciperanno delegati delle vicine diocesi di Lucca, Modena, Parma e La Spezia, proporrà due percorsi: il primo legato alle trasformazioni sociali e culturali della montagna che interpella-no la Chiesa (relatore Stefano Martelli, sociologo, Università di Palermo); il secondo, più specificamente eccitali le, affronterà il rema del "come vivere la comunioni e la missione nelle parrocchie di montagna (relatore don Severino Dianich, teologo),
Negli ultimi dodici mesi la diocesi ha promosso ben ottanta incontri preparatori d convegno: "Le domande che ci siamo posti - afferma mons, Marmiroli - sono state se si può ancora vivete con dignità in montagna e se la Chiesa possa assistere al degrado della montagna senza tentare nulla". Per questo, "il nostro sarà un convegno 'della’ montagna 'con1 la montagna, e non 'sulla' montagna. Come dire che vorremmo continuare la prassi delle nostre parrocchie tipiche della montagna, attente e legate alla vita della gente e al territorio. la una parola, non vogliamo che sia un convegno di lamentele, ma di speranza e di proposte che “vivere in montagna si può!”.

L.C.

L'oratorio in città
da SIR nr.25 del 4 aprile 2003

Dal 28 aprile al 12 maggio una "Scuola per animatori di attività estive" rivolte ai bambini e ragazzi degli oratori; L’8 maggio, all'interno della "Settimana Ànspi", una mattinata di studio e riflessione per parroci sul tema "Quale futuro per l'oratorio in una città che pensa nuovi spazi per i ragazzi"; sempre all'interno della "Settimana Anspi", il 10 maggio la 'Festa degli oratori": sono questi gli appuntamenti in programma a Parma, promossi dalla pastorale giovanile diocesana, insieme alla Cooperativa Eidè.
Nel 2000 la diocesi ha varato il “Progetto Oratori Una proposta educativa", con il supporto di un vero e proprio gruppo di lavoro con responsabili, tutor, un delegato diocesano (don Daniele Franciosi) e il presidente del Consorzio cultura e formazione (don Marco Uriati). "Costruire l'oratorio - spiegano i responsabili - è un'opera collettiva, espressione viva di una città. Abbiamo scelto il paragone della costruzione di una cattedrale gotica, per la cui realizzazione tutti si sentivano chiamati a contribuire utilizzando le proprie energie migliori". Il paragone con la cattedrale gotica prosegue riguardo alle persone coinvolte nell' impresa; "Quanti erano alla testa di questi grandi cantieri riuscivano a coordinare intere moltitudini, trovando soluzioni che valorizzavano le capacità di chi lavorava. Inoltre, nessuno di loro costruiva per se stesso".
È un concetto che don Giovanni Lommi applica alla formazione degli Animatori di oratorio, i quali, come scrive, sono chiamati "a scelte condivise e interventi che possano collaborare alla venuta del Regno nella storia". Il progetto della diocesi di Parma viene periodicamente aggiornato dalle pagine del settimanale diocesano "Vita Nuova", dove vengono pubblicati eventi e iniziative nei diversi oratori delle parrocchie cittadine e dei centri minori. Negli ultimi mesi sono stati segnalati numerosi casi, tra cui uno a Mezzani, dove l'oratorio, insieme al comune e alla scuola, hanno dato vita a uno "spazio compiti", rivolto a tutti i ragazzi dai 6 ai 1O anni, coinvolgendo anche un discreto numero di mamme.
Le suore Salesiane del Ciofs (ente che si occupa dì formazione) hanno avviato un corso di specializzazione, finanziato dal Fondo sociale europeo, per la formazione professionale di figure che svolgano attività di coordinamento e animazione negli oratori e nei cenni estivi parrocchiali. In febbraio è anche stata avviata una ricerca socio-religiosa sul livello di socializzazione e di aggregazione dei ragazzi che frequentano gli oratori diocesani.

L.C.

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